Scarica la relazione e le conclusioni in pdf >>>

RELAZIONE FINALE

.

PREMESSA

Il modulo denominato “Laboratorio multimediale di educazione alla legalità”, rientrante nel progetto “I colori della vita: conoscere e conoscersi per affrontare il futuro” (iniziativa a favore  delle scuole situate nelle aree a rischio – art. 9 CCNL), si proponeva di richiamare l’attenzione dei giovani sui valori del vivere civile attraverso un approccio innovativo e stimolante.  L’attività menzionata, infatti, ha permesso ai corsisti di consolidare le loro conoscenze/competenze informatico-multimediali in un contesto di educazione alla legalità.
Nello specifico gli allievi hanno realizzato un sito web (www.icoloridellavita.netsons.org) con funzioni di supporto allo svolgimento di un sondaggio nazionale finalizzato alla misurazione del livello di sensibilità dei giovani nel campo della legalità. Al termine hanno analizzato i dati e pubblicato sul portale gli esiti.

 .

REALIZZAZIONE SITO WEB  –  ELABORAZIONE DEI MODULI DI SONDAGGIO CON GOOGLE DRIVE

Il sito web (http://icoloridellavita.netsons.org/ ) è stato realizzato su un hosting gratuito mediante l’utilizzo della piattaforma WordPress, un moderno e funzionale CMS che consente la realizzazione di blog e siti internet. WordPress, infatti, presuppone l’utilizzo di un’interfaccia di amministrazione semplice, ma completa, che permette di modificare contenuti e testi in modo autonomo, nonché di intervenire sulla grafica.
Nel caso specifico il portale realizzato dai corsisti nel contesto dell’attività progettuale risulta essere accessibile e validato dal W3C  (http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Ficoloridellavita.netsons.org%2F).
Dopo aver realizzato il sito i ragazzi hanno elaborato, utilizzando i moduli di Google Drive, il questionario da somministrare agli alunni di età compresa tra i 14 e i 20 anni frequentanti le scuole superiori di tutte le regioni d’Italia.
Con i Moduli Google, infatti, si possono pianificare eventi, realizzare sondaggi da inviare in qualsiasi parte del mondo e, successivamente, raccogliere le informazioni in modo semplice ed efficiente.

 .

REALIZZAZIONE SONDAGGIO – SCELTA DEL CAMPIONE

Il territorio nazionale è stato diviso in otto macroaree (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – Lombardia e Trentino – Veneto e Friuli – Emilia Romagna e Toscana – Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise – Campania e Puglia – Calabria e Basilicata – Sicilia e Sardegna) e ai giovani compresi tra i 14 e i 20 anni, frequentanti gli istituti d’istruzione superiore invitati a prendere parte all’iniziativa, si è provveduto a somministrare online un questionario finalizzato a rilevare: l’importanza attribuita alle leggi dello Stato dagli studenti; l’adeguatezza delle norme che regolano il mondo dell’economia e della finanza; la validità dell’azione educativa proposta dalla scuola italiana nel campo della legalità; e soprattutto la coerenza di quest’ultima con le esigenze della nostra società.
Sono state invitate a partecipare al sondaggio 36 istituzioni scolastiche dalla Valle d’Aosta alla Sicilia e, grazie all’impegno dei docenti, hanno svolto il questionario 1.005 giovani frequentanti licei, istituti tecnici e professionali ubicati in piccoli e grandi centri urbani.
Nella fase della raccolta dei dati un contributo di una certa rilevanza è stato fornito da Donata Possidente, docente del Liceo classico di Potenza, Silvana Antonello, docente del Liceo classico di Bolzano, Silvia Varese, docente dell’ITC di Roma, Anna Scuttari, ex allieva del Liceo Torricelli di Bolzano, Emiliano Belviso, allievo dell’ITC di Roma, Chiara D’Agostino, studentessa all’Università di Pisa.

.

CONCLUSIONI SUL SONDAGGIO

I primi cinque quesiti del questionario erano finalizzati a misurare il livello di sviluppo del senso civico nei giovani, nonché il grado di fiducia verso le leggi dello Stato e, di riflesso, verso le Istituzioni Repubblicane.

L’analisi dei dati ottenuti su tutto il territorio nazionale evidenzia che il 70% dei giovani ritiene importante osservare le leggi, poiché queste ultime hanno il nobile fine di difendere gli interessi di tutti e non di alcuni. Al Sud la percentuale menzionata si attesta, mediamente, attorno al 55%.

.

rel-1

.

Circa i 2/3 dei giovani, inoltre, sostengono che una legge va comunque rispettata anche se evidenzia dei profili di iniquità. Meno della metà dei ragazzi intervistati, invece, sono convinti che la disubbidienza rappresenta il modo migliore per far cambiare una legge inopportuna.

.

rel-2

.

Il campione, invece, appare spaccato a metà in tema di sviluppo economico che, a giudizio degli intervistati, non sembra più andare di pari passo con la legalità; ovvero, rovesciando la prospettiva, il rispetto delle norme rappresenta agli occhi dei giovani una sorta di freno alla crescita economica. Tale dato, apparentemente in contraddizione con quanto in precedenza evidenziato, con buona probabilità è ricollegato ad un sistema fiscale oppressivo e, soprattutto, all’eccessiva burocratizzazione della nostra struttura economico-produttiva. Ciò nonostante oltre il 60% dei ragazzi intervistati ritiene che il settore della finanza necessiti di regole più incisive che possano ricondurlo, finalmente, nel solco di una funzione sociale che, in questo momento, appare quasi completamente smarrita a vantaggio di attività meramente speculative.

.

rel-3

.

Ma il dato più preoccupante che emerge dal sondaggio realizzato dagli alunni del Marconi riguarda la scuola, che sembra abbia perso la credibilità e il consenso sociale di cui storicamente ha sempre fruito. Stranamente, l’introduzione dell’autonomia scolastica, che avrebbe dovuto favorire una maggiore integrazione tra il mondo della formazione e il territorio di riferimento, anziché determinare un aumento del consenso sociale ha prodotto un calo senza precedenti. Soltanto il 44% dei giovani intervistati, infatti, sostiene che le istituzioni scolastiche stanno concretamente educando alla legalità e, dato ancora più preoccupante, meno della metà degli alunni sono convinti che dagli insegnanti arrivano, sul piano della concretezza, messaggi coerenti con l’azione educativa intrapresa. Ne consegue che soltanto il 43% dei giovani pensa che la scuola rappresenti ancora un presidio di legalità.
Si tratta in sintesi di una bocciatura senza appello, che questa volta proviene dal versante degli alunni.

.

rel-4-5

 .

Le considerazioni che riguardano il mondo della scuola sopra riportate, tuttavia, si basano su una media nazionale. Se si passa ad un’analisi per macroaree (Nord, Centro e Sud + Isole) ci si accorge che il dato nazionale è influenzato al ribasso delle regioni del Sud. In effetti, mentre al Nord e al Centro Italia, anche se con percentuali contenute, la maggior parte dei giovani manifesta una certa fiducia negli insegnanti e nell’istituzione scolastica, al Sud si registra un forte abbassamento di queste percentuali. Poco più del 20% dei giovani palesa fiducia piena nella scuola e nei suoi docenti, così come sono in pochi ormai a pensare che l’istituzione scolastica nelle regioni meridionali rappresenti un presidio di legalità.

.

rel-6

.

I giudizi contrastanti espressi dai giovani che vivono nel Meridione d’Italia rispetto a quelli esternati dai loro pari età residenti in altre località della penisola, anche se in un quadro di complessiva debolezza del sistema scolastico nazionale, pongono un interrogativo che non può rimanere senza risposta: perché i giovani che vivono al Sud hanno meno fiducia nella scuola?

Il dato rilevato, infatti, pur con i limiti di un’indagine condotta con finalità esclusivamente didattiche e alcune criticità ricollegate alla scarsezza dei mezzi a disposizione, risulta ancora più preoccupante se si considera l’enorme massa di danaro veicolata al Sud attraverso i fondi strutturali dell’Unione Europea. Queste risorse avrebbero dovuto elevare la qualità della formazione nel Meridione agendo in due differenti direzioni: potenziamento e miglioramento dell’offerta formativa, attraverso l’introduzione nella didattica di apporti qualitativi di livello superiore (esperti del mondo del lavoro, docenza universitaria, ecc.); potenziamento della dotazione strumentale (laboratori, PC, LIM, ecc.).

Salvo alcune eccezioni, dopo circa 17 anni, nella realtà non solo non si riscontrano sensibili miglioramenti sul versante della qualità della formazione in grado di giustificare un impiego così ingente di risorse, ma addirittura queste ultime si sono trasformate in un elemento di distrazione che, in molti casi, ha spinto il personale della scuola a prestare eccessiva attenzione alle attività progettuali a scapito di quelle curriculari.

Un diverso utilizzo delle risorse pubbliche, abbinato ad una maggiore oculatezza nel loro impiego, forse in futuro permetterà anche ad un’indagine didattica di registrare dei dati che, finalmente, vadano a testimoniare un giudizio positivo dei giovani e delle loro famiglie sulla scuola.